Il cambio generazionale nelle imprese

Il 20% delle imprese venete soffre per la gestione della successione “padre”–“figlio”

Il cambio generazionale, ossia il trasferimento delle responsabilità patrimoniali e gestionali dell’azienda dai padri ai figli, preme come una spina nel tessuto imprenditoriale del Veneto e non solo.

Il 26% delle aziende venete dichiara di soffrire per la successione del ruolo imprenditoriale in cui sono coinvolte. I dati rilevano che, in Italia, ogni anno sono implicati nel processo ben 66 mila imprenditori familiari e 220 mila dipendenti; inoltre, annualmente sono a rischio 20 mila imprese e 65 mila posti di lavoro; al momento, il 43% degli imprenditori ha più di 60 anni, di questi l’80% ha difficoltà nella gestione della successione e, nei prossimi dieci anni, il fenomeno del passaggio generazionale riguarderà il 40% delle imprese.

Essendo i numeri espressione di comportamenti, il cambio generazionale può essere analizzato come fattore di criticità per la continuità dell’impresa e questo sotto due profili: le tensioni interne all’azienda e il mantenimento della sua posizione sul mercato.

La figura del successore (figlio/a) si scontra con quella del fondatore (padre/madre) e spesso ciò genera disagio o, addirittura, conflitto. Da un lato, i figli, cresciuti nell’era del mercato globale, parlano di marketing, di branding allargato, di ITC, di innovazione che “svecchi” l’azienda attraverso l’investimento nella ricerca, le indagini di mercato, lo sviluppo di una cultura aziendale e di strategie di gestione interna; tutti aspetti che normalmente prevedono consistenti investimenti.

Dall’altro, i padri, ricchi del vissuto, forti del proprio ingegno e del successo imprenditoriale acquisito che, non concretizzando le nuove idee, le frenano perché ne hanno paura. In tutto questo a soffrirne è la struttura aziendale e le persone che si trovano in balia degli eventi senza peraltro avere la possibilità di parteciparvi. Di qui l’importanza di considerare la delega dal “padre” al “figlio” come processo che riguarda tutta la struttura organizzativa dell’azienda.

Ponderare la scelta di un soggetto idoneo al ruolo di nuovo leader non basta. È forse più importante creare nei dipendenti e nei dirigenti un’elevata partecipazione nel processo di successione in atto, al fine di mantenere l’unitarietà della struttura organizzativa.
cerniera

Se la domanda rispetto al passato è fortemente diminuita e la competitività è sempre più spietata, l’unitarietà interna diventa un ulteriore punto di forza per l’azienda.

Infatti, un’azienda dall’organizzazione coesa compie decisioni e operazioni di business più immediate ed efficaci, infonde una percezione positiva verso i mercati e, di conseguenza, aumenta la stabilità nel contesto in cui opera. Tale unitarietà si esplica nello sviluppo di una cultura aziendale volta al coinvolgimento umano, ma anche patrimoniale, di tutti coloro che contribuiscono all’ esistenza dell’impresa.

In questo contesto va inserito il cambio generazionale che presuppone un intervento rigoroso e programmato in un’ottica di lungo periodo. Ad esempio, quando decidiamo di immettere sul mercato un nuovo prodotto, non elaboriamo con anticipo una precisa strategia che eviti di spendere soldi e tempo inutilmente? Allo stesso modo la successione, per avere un esito positivo, va prevista ed eventualmente sorretta dalla figura di un terzo (normalmente un consulente) che rivesta il ruolo di mediatore. L’azienda innovativa anticipa i tempi: prende coscienza del processo di trasferimento del ruolo imprenditoriale e delle necessità della “messa in comune” delle competenze delle parti coinvolte: il “padre”, depositario dell’esperienza necessaria per la gestione dell’attività, dovrà dimostrarsi propositivo verso la nuova cultura, ed il “figliodovrà saper unire alle specializzazioni che possiede la guida del genitore e/o predecessore per muoversi con abilità in un terreno a lui sconosciuto.


Renato Tonon - Titolare di Risorse&Mercato

Renato Tonon

Formatore e coach di manager e reti vendita in importanti aziende nazionali e PMI, con esperienza speciale nella gestione delle risorse umane e nella loro valorizzazione.
Autore di libri e corsi sulla vendita, sul management, sul team working e sulla comunicazione.
Ha collaborato con l'università di Padova.

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